Non appartenenza

Mi si chiede di scrivere roba d’amore o di utopia, ma come potrei mai fare se dentro sono avvelenato. Non appartengo a nessuna ideologia o credo politico. Me ne vergogno e sono invidioso di chi un’ideologia ce l’ha, perché vuol dire che ha le idee chiare. Potrei citare Giorgio Gaber con la sua “io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono”, non basterebbero sfoghi di milioni di persone per far capire al mondo che si potrebbe vivere meglio senza dover pensare tutti i giorni che c’è sempre qualcuno che te lo vuole mettere in quel posto e vivere cercando di non essere fottuto. E basta con tutte le cazzate che circolano, mi sono rotto i cosiddetti. Scusate ma io non ce la faccio a sopportare un’inutile fila alla posta, un autobus pieno, un ospedale non funzionante, una palestra che per fare l’abbonamento ti chiede il CUD, il nome del tuo cane e il reddito di tuo nonno e l’anno in cui hai acquistato il frigorifero. Come andare in un centro di una compagnia telefonica e chiedere l’offerta migliore, come caschi caschi, ti va sempre nel didietro. Non si può continuare così, non si può vivere in un Paese che vuole assomigliare all’America ma di americano ha solo le basi militari e qualche prodotto. Non si può rimanere in un Paese in cui ognuno pensa ai cazzi suoi e se hai conoscenze lavori altrimenti ti devi accontentare o non vivere per niente ma sopravvivere o neanche. Forse nascendo in altri posti poteva andarmi peggio ma questo non lo saprò mai. La maggior parte della gente si spezza la schiena per avere uno straccio di futuro e questo non è assicurato da nessuno. Pochi fanno il lavoro per il quale hanno studiato o che hanno sognato di avere, tutto questo in un Paese dove si parla sempre di dare ed assicurare un posto a tutti. Se non hai un contratto valido non puoi fare alcun investimento perché non hai cosa dare come garanzia alle banche. Non puoi crearti una famiglia perché non gli assicureresti la sopravvivenza in una società diventata troppo esigente. Non puoi andare o forse non vuoi andare a vivere all’estero perché non te lo puoi permettere per svariati motivi e quindi devi agonizzare qua. Si resta tutti a giudicare senza guardare se stessi, si invidia e si sparla ma non si reagisce, tutto rimane statico e stagnante. Poi si passa alla giustizia e allora li capisci che c’è solo da farsela da soli perché altrimenti finisci che ci rimetti nonostante i tuoi diritti. Ma qui si guardano solo i doveri e il canone Rai che devi pagare se vuoi guardare un po’ di ignoranza e qualche programma interessante che va in onda o la mattina troppo presto o la sera troppo tardi. Sono l’ennesimo a dire che siamo dei burattini diretti da politici assurdi e sistemi pietosi. Poi si passa alla religione e qualcuno prega sperando in un futuro migliore, qualcun altro è ateo ma spera lo stesso e nella disperazione più assoluta prega un qualcosa a cui nemmeno crede. Si va troppo veloci e non si guarda nulla nemmeno chi muore per aver perso la fiducia nei valori e nello Stato e si lascia andare. Viviamo tutti cercando di essere il più possibile moderni, ma alla fine ci imbarazziamo e non sappiamo come comportarci dinnanzi a un disabile, a un tossico o un gay. Siamo solo degli ipocriti che non cerchiamo dialogo ma solo di attaccare il modo, i pensieri, il vivere e il pensare altrui. Siamo in una crisi sociale, economica e politica, ma alla fine il ricco è divenuto ricchissimo e il povero poverissimo, questo non me lo so spiegare perché sono un ignorante e i soldi non li so fare e molto spesso non so capire. Ancora c’è chi spara al nemico e non sa nemmeno chi sia, ma va in una missione di “pace” non per piacere ma per mandare qualche soldo a casa e magari ci lascia la pelle tra un proiettile-colomba e un altro e il nome della testa che cade lo si scorda il giorno stesso che è stato pronunciato dal telegiornale che dopo qualche notizia ti fa vedere l’ultima gnocca del momento o del cagnolino che mangia nel seggiolino a tavola con l’uomo. Ancora pensiamo al nemico che forse non è mai esistito ma lo hanno creato i signori della guerra per i loro loschi affari. C’è la ragione sociale, tutto in nome della patria da difendere ma che non ti difende. Uno spara, quello spara, gli altri sparano ma a chi o a che cosa? Tanto per capirci si potrebbe vivere tranquillamente in piena tranquillità se solo lo si volesse veramente, altro che guerra. La guerra parte da tutti noi che usciamo di casa già incazzati con il mondo e ci sfoghiamo ognuno a modo suo, sputando veleni addosso al primo che non vogliamo capire e che a sua volta non vuole capirci perché vuole essere capito. Si litiga per ogni idea espressa e non condivisa, non si cerca di capire ma solo di attaccare. Persino commentare un video può essere “pericoloso”, basta vedere youtube dove chi non la pensa in un modo non chiede ma attacca e basta. Si dice, si giudica e si attacca. Non si pensa. Non penso che parlerò nei miei romanzi, di un mondo di rose e viole fino a quando non lo vedrò così. Non potrei anche perché non mi è stato dimostrato e non è pessimismo ma realismo. Lascio scrivere quello che non riesco, a chi è più bravo di me e sicuramente meno ignorante.