Non voglio più sopravvivere ma vivere

Creato il 10 Novembre 2011 15:38
Sono veramente stanco di sopravvivere, vorrei vivere. Sono stanco di sentire che stiamo male, che fa tutto schifo. Non voglio vivere in un Paese in cui guadagni 400, 500 o 600 euro al mese ed in cui oltre a fare un lavoro che non volevi, per giunta senza contratto e alcuna certezza, devi anche stare zitto perché se ti guardi intorno non c’è molto e allora abbassi la testa e vai avanti. Non voglio pagare le tasse in un Paese in cui non funziona praticamente nulla, dove l’assistenza sanitaria è traballante, dove i trasporti sono incommentabili e dove la giustizia è in ferie da tanto di quel tempo ormai che non trovo alcuna collocazione spazio-temporale. Sono stufo di vedere che la gente si commuove per il cagnolino di turno che è stato abbandonato o maltrattato quando c’è altra gente che non riesce ad arrivare a fine mese, ha il frigo (Continua...)

"La non appartenenza" dal punto di vista del Dott. Antonio Lazzarano. Una risposta, anzi un pensiero che merita di essere pubblicato.

Creato il 12 Novembre 2010 23:08
ciao alberto, ho letto e riletto più volte quello che hai scritto sulla "non appartenenza" . Ho potuto dedurre che il tuo "malessere" non si limita solo alla non appartenenza a qualche ideologia o credo di natura politica, ma si estende ben oltre questo apparente confine: la mancanza (o quasi) di una coscienza sociale comune e dall'essere considerato "cittadino" solo in base ad attributi di natura economica (una specie di "unità di produzione"). Purtroppo rischia di rimanere un’utopia l’idea di una società di “liberi ed eguali” (che pure illuminò l’intero secolo scorso, mobilitando in forme inedite quelle energie sociali e quelle passioni individuali che cambiarono il corso della storia) considerato che il potere economico-politico ha tramutato la propaganda in pubblicità, ha reinventato le forme dell’immaginario di massa, ha riplasmato i desideri collettivi, portando ad una nuova antropologia consumista fino all'individualismo nevrotico. Il liberismo è stato ed è la narrazione “naturale” (Continua...)

L’immortalità di chi ha lasciato un segno.

Creato il 06 Luglio 2010 11:08
A volte non ci si accorge delle cose belle che ci passano davanti. Come un treno, sfrecciano dinnanzi ai nostri occhi, sono momenti, attimi, cose, persone, piccoli dettagli che ci fanno sognare, amare o pensare. Ci sono persone che viaggiano nella nostra esistenza, alcune di esse ci sfiorano, altre ci parlano solamente, poi ci sono quelle che entrano dentro di noi e non ci mollano più e anche se spariscono rimangono incastrate in qualche parte della nostra anima e forse non andranno mai via. Ci si potrebbe imbattere in una fotografia che fa riaffiorare vecchi ricordi di gioie o dolori, di amori o di amicizie. Passato o presente, gente che è ancora su questa terra o che è scomparsa materialmente ma non spiritualmente. Che la vita va avanti lo sappiamo tutti, ma non sappiamo come, questo fa pensare. Se quella persona ci fosse stata, se fosse accanto a me, ancora (Continua...)

Non appartenenza

Creato il 02 Giugno 2010 10:58
Mi si chiede di scrivere roba d’amore o di utopia, ma come potrei mai fare se dentro sono avvelenato. Non appartengo a nessuna ideologia o credo politico. Me ne vergogno e sono invidioso di chi un’ideologia ce l’ha, perché vuol dire che ha le idee chiare. Potrei citare Giorgio Gaber con la sua “io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono”, non basterebbero sfoghi di milioni di persone per far capire al mondo che si potrebbe vivere meglio senza dover pensare tutti i giorni che c’è sempre qualcuno che te lo vuole mettere in quel posto e vivere cercando di non essere fottuto. E basta con tutte le cazzate che circolano, mi sono rotto i cosiddetti. Scusate ma io non ce la faccio a sopportare un’inutile fila alla posta, un autobus pieno, un ospedale non funzionante, una palestra che per fare l’abbonamento ti chiede il CUD, (Continua...)

IL PASSO

Creato il 02 Giugno 2010 10:26
E se poi si ha la consapevolezza di guardare altrove. Stanco e trascinatore di ricordi. Da un vetro o finestrino di una macchina, di un treno o di un cielo grigio o blu che sia, osservi quello che è stato e quello che sarà. Magica la vita, che ti fa fare acrobazie per esistere ed esserci. Tanta gente che sa dove andare o almeno ci prova e tu vivi e viaggi per stazioni di cui non conosci nemmeno il nome. Incontri la notte e sogni sempre di cambiare vita anche se la realtà è talmente schiacciante che non te lo consente. Pensi che tutto passerà, il dolore, l’amore, la tristezza, il tuo modo d’essere. Il risveglio di un nuovo giorno ti consente di pensare, che domani sarà un giorno qualunque o pieno di qualcosa, che i silenzi si possano riempire. Pensare a una terra migliore dove tutti sappiamo parlare e (Continua...)

Il “Dove del qui”

Creato il 02 Giugno 2010 10:25
… Alla fine il problema parte dal “DOVE DEL QUI”. Perché, porca puttana, il dove è tutto. Da dove ti alzi la mattina a dove forse ti vai a coricare la sera. Dove pensi che quello che dici sia sempre giusto perché lo dici tu. Dove credi che ci sia del buono in fondo a ogni cosa. Dove credi che puoi comunque fare tutto perché la maggior parte della gente di cui ti circondi e fai sedere alla propria tavola sia affidabile. Dove quello che fai è sempre fottutamente giudicato come tutto quello che dici del resto. Dove i sentimenti non puoi esprimerli perché non ne hai il diritto. Dove l’offesa la devi ricevere e basta senza aspettarti delle scuse e se le aspetti non arriveranno mai come vorresti. Dove quel giorno ti senti maledettamente felice ma non passa molto tempo, che ti vengono a massacrare le palle. Dove trovi (Continua...)

Ringraziamento di fine anno del 31/12/2008

Creato il 02 Giugno 2010 10:22
Anche quest anno sta per terminare. Porca miseria quante cose sono successe. Non ho mai capito perché si maledice sempre l’anno passato. Appena arriva l’anno nuovo, si è tutti felici, durante il trascorrere del tempo non si vede l’ora che finisca e alla fine lo si stramaledice. Bho. Comunque nel bene o nel male anche questo è finito. Che vuole stavolta Alberto da voi? Nulla. Voglio ringraziare tutti voi amici, nemici o conoscenti, vi ringrazio perché mi sopportate, vi ringrazio perché non l’ho mai fatto davvero. Riconosco che non so coltivare molto bene le amicizie, non so dare amore e altro ancora. Piuttosto balordo come soggetto, vero? Siete talmente tanti che ho dovuto dividervi in scaglioni da quattro per inviarvi l’e_mail. Grazie alla mia famiglia che mi sostiene sempre e comunque. Grazie a tutte le persone che credono in me e più di me. Grazie a tutti quelli che non (Continua...)