Intervista rilasciata per il cortometraggio “Muta” del regista Jonathan van Put. Film in gara per la 64° mostra di Venezia 2008.

Creato il 02 Giugno 2010 10:42
In una società diamantica come la nostra, formata da svariate sfaccettature, ho ritenuto opportuno e doveroso partecipare al progetto del regista Jonathan Van Put su un tema molto importante come l’omosessualità. Da scrittore, ho sempre parlato di argomenti a sfondo sociale, ho appoggiato e approvato l’idea di questo regista perché l’argomento trattato serve, a mio parere, a far evidenziare una situazione che fino a poco tempo fa veniva nascosta. Una realtà emarginata, abbandonata, schifata. Oggi non possiamo e non dobbiamo più voltarci dall’altra parte, bisogna accettare e capire tutti. Non ci sono diversi, siamo tutti uguali. L’era degli emarginati deve scomparire, Jonathan con le sue immagini in sequenza riesce a far comprendere che il diverso è colui che non accetta l’altro, magari non accetta neanche se stesso. In una realtà dove vige la guerra tutti i giorni, perché non apprezzare chi si ama? E cosa importa di quale razza o (Continua...)